I nostri consigli

MEGLIO ACCOMPAGNATI, CHE SOLIEvitate di uscire in allenamento da soli: in caso di problemi meccanici non avrete la possibilità di essere aiutati, mentre in caso di sinistro, oltre ad avere difficoltà nell’assistenza, a voi e alla vostra bici, non potrete contare su testimoni che supportino la vostra causa. 

MA… MAI IN TROPPI! – È bello uscire in gruppo, in tanti, ma purtroppo non sempre risulta piacevole. Restare sempre compatti, tutti insieme, è praticamente impossibile se non violando le regole del Codice della Strada, perché non si possono ignorare i semafori, le rotatorie, gli incroci con strade aventi diritto di precedenza e via dicendo. Per non parlare poi dello spazio occupato sulla carreggiata, spesso fonte di litigi con gli automobilisti. 

ATTENZIONE ALLE (NON) FRECCE – L’uso degli indicatori di direzione (frecce) è sempre meno praticato dagli automobilisti, impegnati molto spesso a tenere con la mano sinistra il cellulare anziché azionare le leve per indicare la direzione che intendono prendere. Fate quindi attenzione quando vi trovate dietro un’auto che rallenta e intendete superarla: potrebbe svoltare di colpo senza avvertimento. 

TENERE LA DESTRA? , MA NON TROPPO – Durante la marcia, il CdS prescrive l’obbligo di tenere rigorosamente la destra, ma in caso di ostacoli (tombini rialzati o incassati, canaline, buche o deformazioni del manto stradale) che possano generare situazioni potenzialmente pericolose per voi e anche per chi si trova alle vostre spalle, ciclista o veicolo a motore, avete tutto il diritto di spostarvi un po’ verso il centro della carreggiata, naturalmente dopo aver controllato chi sta sopraggiungendo dietro di voi e aver manifestato chiaramente e tempestivamente con il braccio sinistro l’intenzione di spostarvi.  

OCCHIO AL BIANCO QUANDO PIOVE – Da qualche anno, per dipingere di bianco le strisce che formano la segnaletica orizzontale, soprattutto nel caso degli attraversamenti pedonali, viene spesso usato un prodotto che, nonostante le aziende produttrici di tali prodotti assicurino il contrario, in caso di strada bagnata, rende la parte dipinta scivolosa e dunque molto pericolosa per i ciclisti. Evitate il più possibile di passarci sopra con le ruote, specialmente in curva, e cercate di utilizzare la parte di strada asfaltata non dipinta.

UN CASCO PER AMICO – Ricordatevi che durante le uscite d’allenamento, così come in gara, il casco è obbligatorio. In caso d’infortunio, se non indossate il casco, non sarete coperti dalla polizza dell’assicurazione. Se però non state allenandovi, non è obbligatorio indossare il casco, anche se comunque è consigliato.

IL PEDONE È SACRO – Abbiate rispetto per gli utenti della strada più “deboli” di voi: rallentate e date sempre loro la precedenza negli attraversamenti pedonali. E magari, con un cenno del braccio sinistro, segnalate la loro presenza agli automobilisti che sopraggiungono alle vostre spalle, indicandogli di rallentare. Tenete anche presente che i pedoni non vi sentono, dato che le bici non fanno rumore, e se vi vedono arrivare, non hanno una percezione corretta della vostra velocità, per cui tendono ad attraversare la strada davanti a voi anche lontani dalle strisce pedonali. Dimostriamo di essere noi i primi ad avere rispetto degli altri utenti della strada.

IL PERICOLO DEI CAMION – Fra gli utenti della strada, i più pericolosi per noi sono i camion, in particolare gli autoarticolati. Quando vi sorpassano, tendono spesso a concludere la manovra chiudendovi verso il margine destro della carreggiata, un po’ perché non vi vedono, un po’ perché hanno una percezione non corretta della vostra velocità. In questi casi, rallentate, tenete ben dritto e saldo il manubrio e prestate attenzione a come si sposta il camion. Siate pronti, al limite, a gettarvi fuori strada se il camion stringe troppo: meglio un’escoriazione a una gamba piuttosto che essere stritolati sotto le ruote… 

L’ANGOLO CIECO – Viene comunemente definito “cieco” l’angolo della visuale che il conducente di un veicolo non riesce a visualizzare in maniera corretta, né attraverso gli specchietti retrovisori, né voltandosi. E in quello spazio cieco spesso si ritrovano i ciclisti: che si trovano a destra del veicolo, un po’ dietro rispetto al conducente, fermi in attesa di partire o in marcia mentre stanno per imboccare una rotonda. In questi casi, evitate di stare a fianco del veicolo, nella posizione poco visibile: rallentate e mettetevi dietro, oppure spostatevi davanti al veicolo, in modo da essere ben visibili. 

QUANDO CALIENTA IL SOL… – Fate attenzione agli orari in cui il sole è basso sull’orizzonte (alba o tramonto). Se vi trovate a pedalare contro sole, sappiate che anche l’automobilista che procede alle vostre spalle ha una visibilità limitata dai raggi solari, per cui fa molta fatica a vedervi e non sempre rallenta. E magari non ha il tempo di abbassare l’aletta parasole allo scopo di attenuare il riflesso, anche perché spesso la mano sinistra è impegnata dal cellulare. Per i ciclisti non esiste una soluzione per evitare il tamponamento: procedete incrociando le dita… Se invece procedete a favore del sole, fate attenzione ai veicoli che incrociate: procedendo contro sole, è facile che non vi vedano e che quindi tendano a svoltare improvvisamente davanti a voi (pare che questa sia stata una delle cause che provocarono l’incidente che costò la vita a Michele Scarponi). 

È SEMPRE TROPPO TARDI – In città molti veicoli trasportano merci da consegnare a negozi o ditte. Ma, dato che i tempi di lavoro sono sempre più ristretti, spesso chi deve consegnare è in ritardo e rischia di non riuscire a farlo prima che il negozio o la ditta chiudano per la pausa pranzo o per fine giornata, per cui diventa più indisciplinato del solito. E allora vediamo i furgoni girare a tutta velocità, bruciare i semafori rossi, saltare gli stop, svoltare di colpo senza freccia e aggirare i pedoni che stanno attraversando sulle strisce. Oppure sentiamo il loro fiato sul nostro collo quando ci seguono e non riescono a superarci. E quando ci riescono, li sentiamo sfrecciare al nostro fianco, incuranti naturalmente del rischio che corrono e che fanno correre agli altri. Fate dunque attenzione a queste fasce orarie e a questo tipo di veicoli quando li avete davanti o di fianco, perché la loro pericolosità aumenta proporzionalmente alla loro fretta. 

NON APRITE QUELLA PORTIERA! – Questo è il pensiero che fanno sempre i ciclisti quando si trovano a superare delle auto in sosta sulla loro destra. È capitato a tutti: il ciclista procede tranquillo ed ecco che davanti a sé si apre improvvisamente la portiera di un’auto. Se va bene, il ciclista riesce a frenare in tempo o ad aggirarla, sperando che non sopraggiunga qualcuno alle sue spalle. Se va male, il ciclista sbatte contro la portiera aperta e di conseguenza finisce a terra, con il conducente dell’auto che quasi sempre tenta di scusarsi per non averlo visto. Ma ormai è troppo tardi. Se volete limitare il rischio d’impatto, considerando che la portiera di un’auto può arrivare ad avere una larghezza di 1,30 metri, distanza che aumenta nel momento in cui la portiera viene spalancata, dovete posizionarvi a circa un metro e mezzo dalle auto in sosta, in modo tale da creare una distanza di sicurezza fra bici e auto. Con buona pace degli automobilisti che non riescono a superarvi per mancanza di spazio.   

I commenti sono chiusi