Forse non tutti sanno che…

SORPASSO AUTO IN CODA – Quando davanti a noi vediamo una coda di auto, ferme o in lento movimento, non possiamo superarle passando alla loro destra, anche se ci sembra la cosa più semplice e pratica: tale manovra è considerata un sorpasso e, come tale, vietata dal Cds (art. 148).

Le auto vanno superate passando alla loro sinistra, senza valicare la linea di mezzeria, a meno che non sia tratteggiata (in tal caso, è bene verificare che non sopraggiungano veicoli in senso contrario). Se non è possibile superare le auto a sinistra, ma esiste uno spazio alla loro destra tale da poter passare agevolmente, si può anche tentare la manovra, ma procedendo a bassa velocità e prestando la massima attenzione a che non si apra qualche portiera oppure una delle auto davanti a voi non si sposti sulla destra o non svolti a destra. Ricordate che in genere i conducenti dei veicoli in coda non si aspettano di trovarvi alla loro destra. 

PISTE CICLABILI E PERCORSI PROMISCUI – In presenza di pista ciclabile, indicata come tale da uno dei due seguenti segnali verticali

 

 

 

 

il CdS prescrive che i ciclisti sono obbligati a percorrerla, anziché transitare sulla sede stradale, perché si tratta di un percorso “riservato alla circolazione dei velocipedi” (art.182).

Invece, in presenza di “Percorso pedonale e ciclabile”, indicato dal seguente segnale verticale

 

 

 

 

l’obbligatorietà di percorrenza da parte dei ciclisti viene meno, perché tale itinerario non può essere considerato “riservato alla circolazione dei velocipedi”, dato che è percorribile sia da pedoni, sia da ciclisti.  

ACCESSORI E LUCI – I dispositivi di equipaggiamento di cui sono dotate le biciclette usate ogni giorno in allenamento non sono di regola adeguati a quanto prescritto dal CdS (art. 68). Alcuni di essi, in realtà, sono poco compatibili con le caratteristiche che devono avere le bici da corsa, quelle a scatto fisso, le mountain bike o comunque le bici diverse dalle normali city bike. 

Esiste comunque una certa tolleranza nei confronti di chi non ha la dotazione completa prevista dal CdS, di cui però non bisogna approfittare.

Quello che non deve mai mancare su una qualsiasi bici sono le luci: fisse o smontabili, devono essere sempre presenti e disponibili quando si esce in bici, per qualsiasi evenienza (buio, gallerie, scarsa visibilità), ma soprattutto per rendersi più visibili agli altri utenti della strada. 

ROTATORIE PERICOLOSE – Attualmente le rotatorie non sono regolamentate nel CdS da un articolo specifico. Ciò nonostante, poiché sono da considerare delle intersezioni, vigono le regole del CdS previste in tal senso. Quando si accede a una rotatoria, oltre naturalmente a dare di regola la precedenza ai veicoli presenti all’interno di essa, bisogna tenere sempre la destra e segnalare con adeguato tempismo l’uscita dalla rotatoria stessa. Purtroppo, all’interno della rotatoria non è vietato il sorpasso nei confronti dei ciclisti da parte dei veicoli che possono sopraggiungere (art. 148), per cui è necessario prestare la massima attenzione ai veicoli che possiamo trovarci alla nostra sinistra mentre pedaliamo all’interno di una rotatoria. 

Un consiglio. In prossimità della rotatoria, spostarsi leggermente verso il centro della corsia, possibilmente segnalandolo con il braccio sinistro, in modo da dissuadere il veicolo alle nostre spalle a sorpassarci nel momento in cui si accede alla rotatoria. Il conducente del veicolo magari s’arrabbierà un po’ per il mancato sorpasso e dovrà seguire il ciclista anziché affiancarlo – gli faremo perdere qualche secondo di tempo… – ma in tal modo si eviterà una situazione di potenziale rischio d’incidente.

ATTRAVERSAMENTI PEDONALI IN SELLA – Nell’attraversamento pedonale di un incrocio, quindi sprovvisto dei “quadrotti” che permettono ai ciclisti di attraversarlo restando in sella, il CdS prescrive che i ciclisti debbano comportarsi come i pedoni, cioè presumibilmente scendere dalla bicicletta e condurla a mano durante l’attraversamento (art. 41). Ma, attenzione, se l’incrocio è semaforizzato, i ciclisti possono rimanere in sella “purché non siano d’intralcio o di pericolo per i pedoni che procedono sul medesimo attraversamento pedonale” (parere Ministero Trasporti, prot. n. 2917 del 01/06/2012).

PEDONI SU PISTA CICLABILE: CHE FARE?In presenza di pista ciclabile, indicata come tale da uno dei due seguenti segnali verticali

 

 

 

 

essa è riservata ai ciclisti. Ciò nonostante, è spesso utilizzata indebitamente anche dai pedoni, che camminano o fanno footing, che portano a spasso il cane, che conducono carrozzine o carrelli della spesa. Più rari, ma non per questo più tollerabili, quelli in monopattino, schettini, segway e hoverboard, che credono erroneamente di essere nel giusto. Ebbene, tenete presente che in caso di sinistro fra ciclista e pedone, anche se quest’ultimo non avrebbe dovuto trovarsi sulla ciclabile, vi contesterebbero comunque il concorso di colpa, perché il pedone è sempre considerato utente “debole” nei confronti del ciclista. Fate attenzione, quindi, moderate la velocità e segnalate al pedone, possibilmente in modo educato, che quello non è il suo posto.

AFFIANCATI DURANTE LA MARCIA? SI PUÒ! – Naturalmente non sempre, ma, al contrario di quanto si creda, in certi casi, si può. Ad esempio, quando un adulto accompagna un minore, con quest’ultimo che deve procedere alla destra dell’adulto. Oppure, sempre in numero massimo di due e all’interno dei centri abitati, in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione non richiedano di procedere su unica fila (art. 148 CdS). Comunque, dato che la norma non è molto chiara, se siete a fianco di un compagno mentre sta sopraggiungendo un veicolo, non state troppo a pensare se ci siano le condizioni della circolazione affinché si possa procedere affiancati: per evitare qualsiasi problema, rimettetevi rapidamente in fila indiana e fate un cenno con un braccio al conducente del veicolo affinché possa sorpassarvi agevolmente.

GUAI A CHI CADE! – Se vi capita di cadere, da soli, senza che la caduta sia stata provocata da altri, ricordatevi che cadendo avete formalmente perso il controllo della vostra bici. Tale comportamento rappresenta un’infrazione del CdS (art. 141/11) che, come tale, potrebbe essere punita da un qualsiasi agente delle forze dell’ordine. Succede molto di rado che multino un ciclista che cade, ma succede. Il consiglio, quindi, in presenza di vigili, poliziotti o simili, è di evitare contatti con loro e di cercare di filarsela prima possibile. Naturalmente se non vi siete fatti troppo male…

 

 

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