Gran Fondo Milano numero 0

Domenica scorsa, 25 ottobre, si è tenuta la prova del percorso LUNGO di quella che sarà, a partire dal 2016, la GranFondo Milano.

Nonostante la partenza all’alba, la severità del percorso e le previsioni meteo non ideali, quindici soci del Genova e quasi altrettanti provenienti da altri club, in particolar modo da Cyclopride ASD, hanno accettato la sfida del “LUNGO” della GF Milano, ovvero da Milano a Passo Penice e ritorno, con 225 km di strada e oltre 2.200 m di dislivello.

Il senso della scoperta e della conquista si è avuto diverse volte, com’è giusto che sia per ogni piccola impresa ciclistica!

A Pavia, quando, dopo 35 km, siamo finalmente riemersi dalla nebbia che ci aveva avvolti fin dalle porte di Milano. Al Ponte sul Po, dopo essere usciti indenni o quasi (… 1 sola foratura) dai 2,5 km di sterrato lungo gli argini del fiume d’Italia. A Borgo Priolo, dove ci siamo fermati a prendere un caffè, consci di avere lasciato la lunga pianura e di aver davanti i bei colli d’Oltrepo e ancora tutto il dislivello. A Fortunago, dopo una salita pedalabile che impenna negli ultimi 1.200 m con uno strappo che sale dritto e ripido al 18% (e anche più …) al bel paese in pietra che con ogni probabilità ospiterà il primo dei tre ristori.

A questo punto, conquistata la quota delle colline, abbiamo attraversato il percorso d’Oltrepo, acceso dai colori dell’autunno, sotto un cielo cangiante e luminoso, fino al Passo Penice dove ci attendeva un ristoro DOC, allestito dal Comitato Organizzatore: il breve riposo e soprattutto il ristoro sono stati apprezzati da tutti anche se cibo e bevande possono considerarsi solo un piccolo assaggio di quello che potrà essere il 2° ristoro del LUNGO (il più importante) con prodotti locali selezionati insieme a SlowFood con il quale il Comitato Organizzatore ha stretto una collaborazione per la GF Milano.

Preso un po’ di fiato e prima che la gamba diventasse fredda ci siamo buttati giù in direzione di Bobbio e della Val Trebbia, ma poi, forse memori della distanza da Milano, abbiamo preferito riconquistar quota e rientrare in Lombardia e, attraverso la filante discesa della Val Tidone (con ottimo asfalto!) ci siamo portati all’attacco dell’ultima salita, detta del “Piccolo Stelvio” per via dei tornanti che riportano in quota fino a Pometo. Da lì, con percorso misto, siamo giunti a Broni e quindi, attraverso vie parallele e agresti che tagliano fuori la trafficata statale, siamo giunti al Ponte della Becca (o “pont de ferr”) e dopo pochi chilometri a Pavia.Qualcuno lamentava la gamba stanca, altri un certo dolore al soprasella, altri la volontà di voler rientrare prima del tramonto che, tornata l’ora solare, sarebbe inesorabilmente giunto verso le 17:30. Così abbiamo preso la via diretta della ciclabile lungo il naviglio pavese, evitando il percorso futuro, per altro già provato in occasione della prova del MEDIO, e, ad andatura allegra (33-35 kmh), i nostri “locomotori” ci hanno riportato a casa poco prima del tramonto: obiettivo di rientro centrato, anzi anticipato di circa mezz’ora rispetto alla cronotabella distribuita al mattino che alcuni avevano osservato con una certa preoccupazione!?!

Insomma, nella nostra collaborazione con Ercole Giammarco, organizzatore dei Cyclopride Day e proprietario del marchio Granfondo Milano che ci sta coinvolgendo nel progetto, si era ipotizzata un’edizione ZERO a tiratura limitata come si fa con il lancio di nuove riviste nel mondo della carta stampata. Questo, nel nostro caso, si sarebbe dovuto tradurre in un’uscita guidata con 20-30 ciclisti appassionati che condividessero percorso e impressioni sul potenziale percorso LUNGO della prima edizione che si terrà a settembre del 2016 e così è stato!

I commenti generali sono stati molto positivi, sia per la bellezza e la varietà del percorso, sia per le strade scelte, che, a parte un breve tratto pericoloso di discesa verso Collegio e lo sterrato lungo gli argini del Po, possono essere percorse con una certa baldanza essendo l’asfalto in buono se non ottimo stato. Anche lo spirito di squadra solito del Genova è venuto fuori nel modo in cui sono state velocemente superate ben 6 forature lungo il percorso o si sono aspettati alcuni sull’orlo di una crisi di fame o di crampi e ne è stata prova finale il fatto che nessuno si sia perso o sia stato abbandonato in mezzo alle colline; tutto questo è stato notato e apprezzato da diversi, in particolare da alcuni esterni del Genova.

In conclusione, l’allegria e poi l’entusiasmo rilevato fra i partecipanti durante il percorso ci confermano l’interesse e la curiosità per la GranFondo Milano nei suoi tratti primari e dai primi commenti ci sembra di capire che lo spirito agreste e non competitivo che l’organizzazione intende dare alla manifestazione sia stato compreso e apprezzato dai più. Ricordiamo che la GranFondo Milano avrà soltanto alcuni percorsi cronometrati con cronometro a coppie mentre per i resto si svolgerà con tratti di “trasferimento” all’andatura che ad ognuno meglio aggraderà e in condizioni di strada aperta, come avviene per le randonnée; inoltre sono previsti alcuni brevi tratti di strada bianca (in pianura) -> vd descrizione percorso.

Per chiudere, mi preme ringraziare il fotografo Giovanni (Giovanni Pirajno – Granciclismo) per aver scattato delle bellissime foto e che, anche se non ha pedalato con noi, deve sicuramente amare il ciclismo e quello che il ciclismo esprime se ha accettato di alzarsi alle 5 del mattino della domenica per fare un servizio fotografico a “20-30 ciclisti in mezzo alle colline”!? Un ringraziamento infine a tutti i partecipanti, augurandoci che la giornata spesa insieme sia piaciuta a loro quanto lo è stato per noi e invitandoli a farci avere i loro commenti, positivi e negativi che siano, sul percorso e sulle caratteristiche peculiari della manifestazione.

Stefano Peruch

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